E 'l naufragar m'è dolce in questo mare...
La Giunta per la Autorizzazioni della Camera non ha dato il suo assenso all'arresto dell'onorevole Nicola Cosentino. Cosentino è un membro del Governo, per la precisione il Sottosegretario all'Economia con delega al CIPE (in pratica il tesoriere che custodisce il forziere più ricco e ambito d'Italia), ed è stato fino a poche settimane fa il candidato più credibile del PdL per la presidenza della regione Campania.
L'accusa di "concorso esterno in associazione mafiosa" non è stata sufficiente per autorizzare l'arresto, e non è bastata nemmeno per far tramontare in maniera definitiva l'ipotesi della sua candidatura. Mi chiedo cosa debba accadere perchè il nostro paese riscopra l'esistenza dei motivi di opportunità politica e istituzionale, a questo punto, se nemmeno l'ipotesi di un delitto di mafia e una precisa e motivata richiesta da parte dei pm può imporre la necessità di fare un passo indietro.
Ma come stupirsi? L'opposizione della Giunta ad ogni richiesta ricevuta per questioni di giustizia è sempre stata un fulgido esempio di collaborazione bipartisan. Almeno in qualcosa i nostri politici sanno ancora comportarsi con ragionevolezza e coerenza.Al di là delle sorti di Cosentino nello specifico, per il quadro generale cambia poco o nulla. Oramai la barca fa acqua da tutti i lati.- Le recenti rivelazioni del pentito Spatuzza minacciano la posizione già delicatissima del premier
- Si approssima la manifestazione del 5 dicembre, il No-B Day (alla quale spero parteciperemo numerosissimi)
- Il Giornale mette le mani avanti e denuncia il possibile arrivo di un avviso di garanzia a Berlusconi, fulcro di un complotto volto a soffiargli il suo patrimonio. Sarebbe di certo una questione di oscuri disegni eversivi, del resto, se Silvio venisse indagato per questioni di Mafia. Nulla a che vedere con il cofondatore di Forza Italia, Marcello Dell'Utri, attualmente sotto processo (e già condannato a 9 anni in primo grado per lo stesso reato imputato a Cosentino)
- Una incredibile inchiesta di Marco Lillo sul Fatto Quotidiano evidenzia il passato a dir poco tenebroso dell'attuale Presidente del Senato, Renato Schifani
- Il Governo si sta spaccando internamente, come testimonia il perdurare dello scontro fra Tremonti e Brunetta