In Italia si è perso da tempo il senso della misura. Ci lasciamo scivolare addosso qualunque cosa.
Purtroppo (o per fortuna) ci sono sempre a disposizione degli avidi amanuensi pronti ad una piccola predica nel deserto in occasione degli eventi più clamorosi.
Invito pertanto i lettori ad una riflessione su
questa vicenda. Mondadori, azienda (illegittimamente) di proprietà del Presidente del Consiglio,
salda un debito col fisco di 173 milioni pagandone il 5%: 8,6 milioni. Il miracolo è reso possibile da un piccolo comma, che dopo due tentativi infruttuosi è stato inserito in maniera coatta in un provvedimento di ben altro genere.
Benvenuti nel mondo del Conflitto di Interessi, quello dove chi comanda ha gioco sempre facile nel trasferire 165 milioncini di euro
dalle tasche della collettività alle proprie. In America per un millesimo di tutto ciò un politico finirebbe appeso alla Statua della Libertà, a eterno monito per tutti gli altri. Da noi una cosa del genere
vale giusto la pagina scandalizzata su Repubblica e la solita manifestazioncina di protesta via web.
Amo la politica, ma di questi tempi spesso sembra essere
terra più morta di un cadavere. E forse pure io non mi sento poi tanto bene...