Renato Brunetta, controverso ministro della funzione pubblica, ha arruolato come consulente un uomo dalla sicura moralità e dalla curiosa storia politica. Si tratta di Gianni De Michelis, ex ministro socialista dell'epoca Craxi, meglio noto per essere stato condannato in via definitiva a 2 anni e 6 mesi per corruzione nell'ambito delle tangenti autostradali del Veneto, e a 6 mesi per la celeberrima maxitangente Enimont (pene entrambe sospese con la condizionale).
De Michelis, passato alla Storia d'Italia per le sue feste e per la sua nomea di viveur (oltre che per le condanne, naturalmente), non mancherà di dare un prezioso contributo alla crociata moralizzatrice dell'amico Renato. Un uomo chiamato da Enzo Biagi "avanzo di balera" e capace di lasciare conti da 490 milioni di vecchie lire in hotel da 370 mila lire a notte per coprire "gli extra e le spesucce" ha sicuramente qualcosa da insegnarci in tema di fannulloni, del resto...
Zitto zitto, lemme lemme, come da tradizione per i migliori colpi di Berlusconiana memoria, l'adorabile scudo fiscale
si è appena esteso anche ai reati di natura tributaria. Chi l'avrebbe mai detto:
evadere le tasse in Italia rimane una attività diffusa, amata, e promossa a livello statale. Diverte e non impegna. Gli anni passano e cambiano tante cose, ma per fortuna almeno in alcune piccole tradizioni
Silvio rimane una garanzia...
Caso Rai & Annozero. Di fronte all'impedenza sul contratto di Marco Travaglio, Michele Santoro
lancia un ultimatum: "Marco ci sarà, se non c'è lui non c'è Annozero. Annozero e Travaglio sono la stessa cosa". La RAI
deve già a Santoro un corposo mucchio di soldi per non averlo mandato in onda negli anni del
diktat bulgaro. L'impressione è che si passerà molto presto da "corposo" a "sfacciato",
con buona pace delle casse statali. Applaudono e ringraziano i diretti concorrenti di Mediaset, forti di un proprietario "super partes" e privo di qualunque interesse diretto nella faccenda. Deve essere proprio per questo che si prepara
un piccolo blitz per occupare anche Rai 3, l'ultima rete pubblica rimasta in mano all'opposizione. Ma non fatevi una cattiva idea: non è che in Italia
non si possa fare libera informazione. Ci si può benissimo provare,
poi sta al buon senso di ciascuno capire che forse non è il caso...
Dulcis in fundo, economia. Tremonti vara trionfalmente
la sua "finanziaria leggera". In realtà i tagli
erano tutti nella triennale precedente, comprese le mannaiate a scuola e università
che stanno per entrare a regime e segheranno il lavoro a un centinaio di migliaia di persone. Piangono anche Regioni e Province, che infatti
disertano la riunione di Palazzo Chigi in merito alla nuova legge e si lasciano andare a qualche dichiarazioni al vetriolo sulla consistenza del denaro promesso dal governo. E se tutto questo non basta per incrinare l'ottimismo di Tremonti, ecco i dati freschi sulla disoccupazione:
nuovo record a 7,4%, e quasi 400.000 posti di lavoro persi negli ultimi tre mesi. Con buona pace del presidentissimo non c'è bisogno
di tifare per la crisi: sembra farcela benissimo anche da sola.
Ne riparleremo. Nell'attesa,
una piccola chicca di chiusura per farvi tornare il sorriso...