Resistere alla Pressione
Riemergo dal letargo dopo un'altra lunga pausa, caduta proprio durante un periodo denso di avvenimenti per le vicende politiche italiane.
Tentiamo di tirare le fila sui fatti più importanti:
- Il Partito Democratico ha un nuovo segretario: il "socialista" Pier Luigi Bersani. Difficile pensare che l'avvicendamento al vertice possa produrre una nuova linea politica e interrompere l'inarrestabile declino di un partito nato per riformare l'Italia, e ancora del tutto incapace di riformare se stesso. Sembrerebbe confermarlo la spaccatura immediata (e ampiamente pronosticata) annunciata da uno dei fondatori: l'ex sindaco di Roma Francesco Rutelli. I fuoriusciti per ora sono pochi, ma l'impressione è che aumenteranno man mano che la situazione politica si farà più fluida e illeggibile. Nel frattempo non aiutano di certo gli scandali dell'ex Governatore della regione Lazio Piero Marrazzo, o le ombre sul senatore Nino Papania.
- Il PDL è sempre più diviso. Il rebus delle regionali per ora non si scioglie nè a nord, dove si lotta con la Lega, nè a sud, dove tramonta una candidatura apparentemente blindata come quella di Nicola Cosentino. E mentre il maggiorente campano del PDL fronteggia l'accusa (una vera sorpresa, come ci conferma Roberto Saviano) di "concorso esterno in associazione mafiosa", Berlusconi spinge per una nuova riforma della giustizia e spera nel reintegro dell'immunità parlamentare. Il premier è sotto pressione e cerca disperatamente qualcosa che lo metta al riparo dai suoi guai giudiziari. La mia personale opinione (e la condivido con piacere con il grandissimo comico Daniele Luttazzi) è che troppi elementi, ben al di là dei soli guai giudiziari, concorrano oramai ad indicare un inevitabile declino. Silvio è noto per essere un "comeback kid", capace come il presidente Clinton in America di rialzarsi dopo debacle politiche in apparenza irrecuperabili, ma questa volta il margine per una ripresa miracolosa sembra essere davvero esiguo.
- Nasce "Alleanza per l'Italia", fondata da Rutelli stesso e da personalità di spicco dell'UDC come Bruno Tabacci. Nel frattempo il Movimento a 5 Stelle di Beppe Grillo si struttura formalmente come un partito, e annuncia l'ambizione a correre sia alle regionali che alle prossime politiche. Prevedevo da tempo che la crisi dei grandi raggruppamenti (tenuti insieme con tanto scotch e troppa poca politica) avrebbe portato a un periodo di forte mobilità e alla formazione di nuovi soggetti. Le prossime elezioni regionali daranno la dimensione delle ambizioni di ciascuno, ma è indubbio come il quadro parlamentare che emergerà dai prossimi anni sarà strutturalmente diverso da quello che vediamo oggi.
Il periodo che stiamo vivendo è particolarmente complesso. E' il sistema per intero a trovarsi sotto enorme pressione, e lo evidenzia una situazione di crisi diffusa ad ogni livello. L'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro affronta una fronda interna e i problemi che inevitabilmente affliggono un partito in crescita, chiamato per sua stessa natura ad essere trasparente e irreprensibile in tutte le sue scelte. La Lega vede da vicino lo spettro di perdere tutto quello che ha ottenuto in questi anni, crollando insieme a Berlusconi e all'inevitabile "governo per le riforme" che ne seguirebbe (chi vi scrive non crede che lo spettro di elezioni anticipate ventilato dal premier abbia una reale credibilità, specie in un momento economico così difficile). Il Partito Democratico è spezzato al suo interno, stretto dalla morsa mortale di valvassori e valvassini del tutto intenzionati a mantenere il loro controllo sul territorio. Un partito costretto a tenere una personalità come Antonio Bassolino al suo interno per preservare gli equilibri non può parlare di riforme e di rinnovamento in maniera credibile, del resto. L'UDC di Pier Ferdinando Casini gioca una partita difficile, in bilico fra due sedie, oppresso dalla paura costante di cadere nel mezzo e scomparire. Il Partito delle Libertà si regge su un fragile equilibrio che ha un nome e un cognome: Silvio Berlusconi. Dopo di lui, come da tradizione per ogni "Re Sole" che si rispetti, il caos.
Tutte le realtà politiche, piccole e grandi, si trovano costrette a guardare le loro paure e i loro incubi negli occhi. Mentre la girandola degli eventi accelera sempre di più, travolgendo le istituzioni e i poteri dello stato in un conflitto senza precedenti.